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giovedì, 13 agosto 2009

Ci siamo ritrovati. Adesso siamo all'autogrill e paolino ha aggiustato la moto. Siamo a 170 km da milano. Un caffè e si riparte. Io in macchina e lui in moto.
postato da: stefipaolo alle ore 14:36 | link | commenti
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Mi é venuto male alle orecchie. Fa molto caldo e i negozi, i bar, il mio albergo abbondano con l'aria condizionata. E così, il mio povero orecchio ha iniziato a soffrire. Poco male, in questi casi mi prendo un "oki" o qualche anti-infiammatorio e passa. Vado dunque in farmacia e in inglese chiedo se hanno l'Oki, o l'Aulin o qualcosa di simile. La farmacista, con espressione quasi inorridita mi dice: "Je ne parle pas anglais!" Ok, penso, provo in francese. Le chiedo di nuovo le stesse cose ma lei, questa volta, più che inorridita, infastidita, mi fa capire che non sa di cosa stia parlando. Le dico allora che il principio attivo é il nimesulide. Stessa espressione, quasi schifata. Tra me  e me penso, forse, la pronuncia di nimesulide é sbagliata  e ripeto la frase dicendo però "nimesülìd". Scuote la testa, questa volta proprio stufa ed io tra lo sconcerto e lo sconsolato me ne vado. Sono poi entrata in un'altra farmacia, dove si parlava inglese, ma dove il nimesulide non esiste. Enrico poi ha cercato su internet. Il Nimesulide o "nimesülid" esiste anche in Francia ed é il principio attivo di antiinfiammatori. Mah...

Ma Nimesulide a parte (ormai il male di orecchie é passato grazie al mare), mi ha colpito l'orrore provato dalla prima farmacista per una ,mia richiesta in inglese, come se le avessi chiesto di darmi una fetta di cacca fritta. Non sono così i francesi, non tutti (spero).  Mi piace piuttosto pensare che quella farmacista sia stata abbandonata da un fidanzato inglese e che da allora lei quella lingua proprio non la sopporti!

Orecchie e a parte questi ultimi giorni li abbiamo passati nelle spiagge. Un giorno a Cap Ferrat ci siamo trattati bene, prendendo il lettino con ombrellone, che poi era una specie di letto matrimoniale per 4 persone dove Enrico in mezzo a Valentina, Daniela e me sembrava il classico "papi" della Costa Azzurra. Il trattarci bene non prevedeva solo il lettone, ma anche un pranzo meraviglioso: il panier de crudité. Sul letto ci hanno portato un cesto ciascuno, pieno zeppo di verdura cruda da pucciare dentro un vasetto di vetro pieno di salsa d'acciughe. Una meraviglia. Unica nota stonata: le meduse. Una bimba ne ha raccolte una decina con il suo retino e quindi il piacere vero del mare é stato frustrato, nonostante la crema anti-meduse (nessuno di noi l'ha voluta testare).

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Siamo poi stati a Cap D'Ail alla Mala, dove eravamo giá stati lo scorso anno. Una spiaggia gioiello, un sentiero scavato negli scogli per raggiungerla ed un peasaggio da favola e una nuotata (breve) ma senza apparenti minacce di meduse.

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Il clou del mare é stata la giornata di ieri. Siamo andati alla isola Sainte Marguerite (anche questa giá visitata lo scorso anno). Ci siamo piazzati in un ritaglio di spiaggia e di scogli meraviglioso. Finalmente io ho usato maschera e boccaglio e mi sono diveritat in acqua. L'isola ha poche spiagge, ma é ricca di scogli, anfratti, gole e quindi per un "viaggio" con il muso sott'acqua é l'ideale. Ho inseguito un branco di circa 20 pesci color argento a righe gialle che si nutrivano golosi di alghe. Era pieno di pesci: uno spettacolo.

12082009485Ad un certo punto abbiamo anche visto un granchio che di trascinava una mezza stella marina color corallo. Un ultima giornata perfetta sul mare!

 

 

 

 

Da parte di Paolino, in questi giorni le notizie sono state rare e quindi so solo che é tornato a Cadaques e poi ha girato verso Saragozza. Purtroppo so anche (queste sono le ultimissime) che sulla via del ritorno, a Savona, si é fermata la moto. Ora lui sta tornando a Milano in treno alla ricerca del pezzo da sostituire.Io sono in partenza per Milano e probabilmente scenderò a Savona. Penso che avremo una giornata lunga, soprattutto Paolino che é in viaggio da ore.

Il programma prevederebbe la partenza per Pirano domani mattina e l'imbarco a Sukosan in Croazia il giorno di Ferragosto.

postato da: stefipaolo alle ore 08:11 | link | commenti
categorie: francia
lunedì, 10 agosto 2009

SERATA A MONACO

Ieri sera Enrico suonava in un locale al porto di Monaco, lo Zest. Mentre lui era giá lì per preparare le cose, noi con calma ci siamo fatte carine per la serata a Montecarlo e abbiamo raggiunto il principato in treno. Saremmo poi tornate con Enrico o altri in macchina.

Lo Zeste é un locale sul porto, che d'estate vive solo esternamente: un bancone al centro, teli bianchi a delimitarne il soffitto, e poi divani, cuscini, luci, tutto all'insegna del bianco o di colori a contrasto come il nero, il rosso ed il marrone del vimini. Siamo dunque arrivate assetate e affamate.

09082009464Abbiamo preso posizione nel tavolo prenotato davanti al palco, siamo sprofondate nei morbidi cuscini e abbiamo iniziato la serata.

Qui posso darne solo una breve sintesi. Potrei però giá dire che presumo sia stata la "classica" serata del Principato. Andiamo con ordine.

Intanto la fame, la nostra fame, che era giganetsca. Purtroppo al ristorante non c'era posto, e comunque da lì ci saremmo perse il concerto. Abbiamo quindi ordinato due piatti misti di tapas, classici stuzzichini (tre fette di salame, paté d'olive, guacamole, due sushi, carciofini, grissini) da degustare tranquillamente bevendo un buon bicchiere di vino. Noi invece ci siamo avventate sul cibo e abbiamo letteralmente spazzolato tutto. Insomma, non proprio delle principesse, ma alla fine eravamo soddisfattte, nutrite e quindi disponbili ad affrontare la lunga serata.

Tra l'altro ieri a Monco c'era anche una delle competizioni dei Campionati di Fuochi d'artificio. Era in campo l'Austria, ieri sera, che ha fatto uno straordianrio spettacolo pirotecnico (provate a immaginare: il porto pieno di super yacht miliardari, il nostro bar bianco e raffinato, i fuochi, un bicchiere di vino fresco in mano... una perfetta cartolina). La chiusura della performance degli austriaci é stata straordinaria: è stato come vedere milioni e milioni di lapislazzuli d'oro nel cielo. Ma la cosa che mi ha colpito é stato che dopo l'aplauso di tutto il pubblico sceso a Monaco per questo spettacolo e dislocato lungo tutto il porto, tutti gli yacht, tutti tutti, hanno suonato il loro clacson (si dice così?). Un pooooo lunghissimo e amplificato.

La serata é poi continuata intorno al nostro tavolo che era il punto di riferimento per amici di Enrico o abituali frequentatori del bar. Cerco di farne una rapida descrizione, perché come ho detto, se uno s'immagina una serata a Montecarlo, i personaggi che ho visto ieri sono perfetti.

C'era un pilota americano che fa la rotta Nizza New York. Un bellissimo uomo, con il viso perfetto (come capita spesso agli americani), che sembrava un invecchiato James Bond in vacanza ai Caraibi (era identico a Pierce Brosnam): pantaloni di lino bianchi, ciabatte e camicia di lino greca a righe. Gentilissimo e sempre sorridente, un gentiluomo. Cavaliere e galante con le donne. Ma direi anche festaiolo e seduttore. Il suo compagno, l'altro pilota, invece era anonomo. L'unica cosa é che avremmo dovuto portarlo a casa noi, ma non se ne voleva andare, si divertiva troppo...

C'era poi una svizzera di Zurigo che lavora in una banca d'affari a Montecarlo. Brillante, simpatica, cicciottella, amica di tutti, sportiva (ogni mattina , nonostante le serate mondane, alle 6.30 va a nuotare).

C'era poi altra gente che arrivava, se ne andava, si parlavano tutte lie lingue. Una pittrice italiana che ha la casa vicino a Nizza, che diceva di aver 40 anni, ma dal viso ne aveva certamente 50, che parlava solo del suo fidanazato e ne parlava con la ex del suo fidanazato in un classico intreccio del "Lui, lei e l'altra": poteva scoppiare in tragedia, ma per fortuna é rimasta commedia.

C'era, infine, l'avvocato di Londra miliardario, circa 60 anni, che ha mollato la professione ed ora é un immobiliarista di successo a Montecarlo. Anche lui pantaloni di lino e camicia a righe (da bancarella), ma ai piedi mocassinio di Gucci o Prada. La caratteristica di questo miliardario é che quando suona Enrico ad un certo punto tira fuori la sua armonica e lentamente si avvicina al palco e suona un pezzo anche lui.

Per chiudere la serata, non potevano mancare gli esclusi. Un  ragazzo italiano amico di Enrico, in vacanza in  Costa Azzurra, capelli lunghi, coda, abbiglaimento trasandato, si é pesentato all'ingresso del locale alle 10 di sera con moglie e bambini (il piu piccolo non aveva nemmeno un anno). Visti da lontano sembravano un po' zingari, poi a guardali bene sembravao piu giostrai o gente che lavora nel circo, un po' selvaggi, un po' appariscenti. La moglie in particolare aveva un trucco fottissimo, capelli neri come la pece e lisci lisci (sembrava una sorella di Mortisia) con minigonna mini mini nera e bebé in braccio. Era un cubista a Rimini.

Chiudo il quadro di Montecarlo con un'immagine (racappriccante) di bambine, dagli otto ai dieci anni, vestite di tutto punto che verso mezzanotte sono uscite dal locale con i gentori. Ognuna di queste bambine camminava portando sotto il  braccio una borsetta: Luois Vitton rosa , Gucci turchese ecc ecc...

C'est Montecarlo!

In sintesi poi: oggi mare, ma ci sono meduse. Ho comprato una crema protettiva anti meduse. Una volta spalmata ti lascia un pellicola ... io ero bianca (perché sotto avevo giá una crema superprottetiva da bambini, che sono le piu resistenti) e mi sembrava di essere una turista tedesca alle Canarie.

Da parte di Paolino so che intendeva andare verso Andorra... Finalmente anche da lui é arrivato il sole.

postato da: stefipaolo alle ore 18:25 | link | commenti
categorie: spagna, francia
sabato, 08 agosto 2009

RACCONTO DISGIUNTO Francia/Spagna

Per questa prima settimana di vacanza il racconto sará in stereo,  nei limiti del possibile. Io sono a Nizza, Paolino da qualche parte in Spagna.

Ci sentiamo via sms e oggi è giunta la prima telefonata.

Da parte mia, poco da dire. Sono arrivata per il secondo anno consecutivo a Nizza. Valentina é arrivata oggi e questa sera abbiamo la prima cena ufficiale del gruppo dello scorso anno, tuttavia senza, appunto Paolino.

Per ora io mi sono goduta il mare e l'andare a zonzo per la zona pedonale. Come lo scorso anno non posso non ribadire il mio amore per i negozi di abbigliamento francesi...

07082009461In spiaggia ieri volevo prendermi un lettino con ombrellone, per non scottarmi subito. La signora del bagno mi ha detto che il prezzo era 21 euro... Ho pensato: "Accipicchia, ma sono le 12.00 e nella spiaggia pubblica non c'é ombra". Stavo quasi per dire si, contenta comunque di avere la mia acqua e la mia frutta, cioé contenta di limitare la spesa della giornata al lettino, quando la signora mi guarda e dice: "Però non può bere la sua acqua, deve comprare la nostra". Le ho sorriso e ... sono tornata in strada, l'ho attraversata e ho comprato un ombrellone a 12 euro. Poi contenta (davvero, questa volta) sono scesa in spiaggia, e felice mi sono allestita il mio angolo. L'ombrellone che é ho comprato é abbastanza grande. Stavo sdraiata all'ombra e leggevo quando un signore anziano si é sdraiato vicino a me (tra l'altro non aveva il costume, ma le mutande) e ha messo la sua roba all'ombra del mio ombrellone e poi lentamente é strisciato anche lui verso l'ombra. Quando ormai la sua testa era al sicuro dai raggi solari, mi ha sorriso e mi ha chiesto se la sua "invasione" mi disturbava. "No", ho detto sorridendo... L'ombra é ombra. In fondo si é fermato solo un'oretta. Ma a pensarci bene, al prossimo gli chiedo qualche spicciolo, visto che a Nizza, evidentemente vendere ombra é un buon business!

Dal fronte Spagna invece so che Paolino é dapprima approdato a Sete (che é ancora in Francia), poi si é mosso verso Cadaquès (dove siamo stati nel 1993, la nostra prima vacanza insieme), ma il diluvio lo ha costretto a proseguire verso sud e ha superato Barcellona  per accamparsi nella zona di Tarragona. Dopo uno scambio reciproco di sms:"qui tutto bene", "anche qui ok, bacio" oggi é arrivata la sua prima telefonta che in effetti merita. Le parole di Paolino sono: "Ho fatto pratica di tedesco ieri: un coppia di anziani tedeschi mi ha aiutato a gonfiare il materasso e la sera abbiamo sbevacchiato insieme, quasi ci siamo ubriacati".

Ora dovrebbe essere tornato a nord. Aspetto suoi sms, ma nel frattempo mi preparo per la serata a Nice Vieille!

postato da: stefipaolo alle ore 19:30 | link | commenti
categorie: spagna, francia
domenica, 03 maggio 2009

ANCORA GIRINGIRO PER SAN FRANCISCO

Sabato abbiamo deciso di esplorare il quartiere Mission, che si trova a Sud della  Market street ed e' la zona ispanica. Questo quartiere e' famoso soprattutto per i tanti murales, fatti da artisti, sulle case,  nelle vie piu nascoste. Il quartiere, in certi suoi negozi, di fatto rimanda a Diego de Rivera e soprattutto a Frida Khalo, che avevano vissuto qui, in questa citta'. Purtroppo non era la giornata ideale per seguire le tracce dei grandi dipinti a causa della pioggia. Ma, fortunatamente, qui la pioggia e' incerta, va e viene, poi esce il sole,sale il vento, tornano le nuvole, piovigina, poi fa caldo, poi freddo.

Con questo clima confuso ci siamo dunque inoltrati nella vie di Mission. La destinazione piu ovvia per noi e' stata proprio Mission Street. Questa e' una via che potrebbe essere paragonata a China Town, solo in versione messicana. Piena zeppa di insegne, bar, ristoranti, negozi, cartelli che invitano a mangiare burritos, nachos, fajitas ... e la strada e' piena di messicani, ovviamente. Siamo andati a prenderci un caffe' in un bar, di quelli tipici con il bancone lungo, la macchian del caffe' in piena attivita', la gente seduta su sgabelli fissi e imbottiti al banco. Intorno a noi  c'erano intere famiglie che facevano il brunch messicano: caffe', salsicce, fagioli, uova...

In questa via c'erano anche dei vecchi cinema, bellissimi, potrei dire "tipici" cinema americani degli anni 50. Peccato che siano oggi in totale decadenza e che di uno ne abbiamo fatto un parcheggio.

Noi pero eravamo andati a Mission per i murales e ancora non li avevamo trovati. Beh, dopo una breve consultazione della guida, abbiamo capito che avevamo sbagliato strada. Dovevamo tornare indietro e spostarci su una via parallela, la "Valencia". Qui i murales li abbiano trovati. Sia quello famosi della Casa delle Donne (un palazzo tutto dipinto con immagini di donne, dal medico alla madre, dalla 'guru' alla ragazza e con scritte che invitano le donne a farsi rispettare e alla dignita'). Ma poi abbiamo trovato anche le famose stradine: un vicolo di case di legno dipinte, come entrare in un tunnel pitturato. Alcuni disegni sono davvero belli e rappresentano un po' tutto, dalla natura, alla rivoluzione, al rispetto dei poveri, a figure e storie immaginarie...

Cercando, inoltre, i murales abbiamo scoperto la bellezza di Valencia Street. Una via piena di bar, ristoranri, negozi che e' bellissimo visitare per come sono fatti, per le cose che vendono, per le atmosfere che ci si trova. Dai vestiti al modernariato, dalle librerie ai negozi di carta... ognuno e' un mondo a se, un mondo a parte. Siamo entrati ad esempio in un negozio che sembrava una specie di kitsch covo dei pirati e invece era un negozio di oggetti per la casa e libri, piccolo e buio, ma sul fondo, poi, si apriva una sala enorme, meravigliosamente arredata: un ristorante fatto solo di tavoli di legno e soffitto altissimo. Oppure siamo andati a prenderci un caffe' in un bar fantastico: un bancone, tavoli di legno sparsi, pareti piuttosto spoglie, quasi da cantina,  e in fondo i sacchi del caffe' Ma tutto, non perfettino e precisino. No, l'idea era quella di movimento, di incontri, di casualita'. Ai tavoli, pieno di ragazzi con il loro computer o con un libro e con tazze giganti di capuccini cremosi. Ecco, questo era l'esatto opposto dei bar di plastica dagli odori dolciastri che abbiamo visto sui vari "Fisherman's Wharfs" sulla costa. La cosa che qui ci piace e' che in ogni bar, c'e il wi-fi gratuito e tu ti porti il tuo computer e navighi, fai quello che devi fare e magari passa un amico, ci fai due chiacchiere ... insomma, easy!

Valencia street non e' solo bella perche' e' un po' alternativa e molto giovane, e' esattamente quel tipio di strade che piacciono a me e Paolino, ma anche perche' qui, quando Obama e' stato eletto, l'intera strada e' esplosa in una festa straordinaria. Se Mission Street e' di fatto messicana al 100%, Valencia, che e' parallela, e' un miscuglio completo... Basti dire che in un negozio che vende cianfrusaglie messicane ed e' sostanzialmente dedicato a Frida Khalo, abbiamo visto che hanno fatto la figurina della lotteria messicana con su Obama! Qui certamente ha forti supporter, dagli ispanici ai giovani che bighellonano nei bar, alle famiglie liberal che ci vivono.

Da Valencia Street siamo andati nel quartiere Hayes. Anche qui, di nuovo un mondo diverso. Ogni "district' ha un volto e uno stile diversi. Quale preferire? E' difficile dirlo. Hayes e' certamente molto Radical  Chic: locali e negozi innovativi, di nuovo un'esperienza esolorarli per la loro creativita', per come sono arredati e anche per la gente che ci gira... ma prezzi decisamente alti. Come si diceva: radical chic vero. In questa zona c'e' anche la City Hall e un teatro. Intorno, infatti, era pieno di gente elegante, che usciva, probabilmente, da un balletto.

Ma sabato deve comunque essere stata una giornata di feste: abbiamo visto, oltre a degli sposi, anche gente vestita in modo curioso, quasi in maschera' nel quartiere di Marina e anche un ragazzo in smoking con il classico fiore da polso per la sua damigella della serata (come si vede in tanti film). La sera poi in giro era pieno di limousine lunghe metri e metri e di gente "da sabato sera". Noi, essendo l'ultima nostra sera qui sulla baia, ci siamo regalati una buona cena. Abbiamo individuato un ristorante sulla guida che ci intrigava e abbiamo prenotato. Quando siamo arivati all'indirizzo, pero', non c'era nulla. Allora telefoniamo ... beh il ristortante, non solo aveva cambiato indirizzo, ma addirittura nome! Non lo avremmo mai trovato. Ne e' valsa  la pena: una cena squisita per salutare San Francisco.

Che dire di questi dieci giorni. Troppo breve il tempo. Los Angeles avrebbe avuto bisogno di almeno due giorni in piu'; la costa di almeno una settimana, come minimo, per non parlare dell'interno, che non abbiamo fatto. E San Francisco... beh questa citta' meriterebbe visite molto piu lunghe. Non siamo nemmeno riusciti a vedere tutti i quartieri (come Soma, la zona dei musei, o Castro e alcune zone della baia), ma come sempre, quando stiamo in un posto bello, ci diciamo che torneremo. Qui a San Francisco, ma anche negli Stati Uniti. Basta anche solo pensarlo e crederci per non partire con tristezza... e noi siamo sicuri, che questa citta' ci ospitera ancora. Troppe cose ci sono ancora da esplorare!

postato da: stefipaolo alle ore 19:11 | link | commenti
categorie: stati uniti